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LA SETTIMANA SANTA IN BASILICATA

La Basilicata o Lucania, in virtù della sua posizione, per secoli ai margini delle grandi strade di comunicazione "si presenta rispetto alla tradizione popolare come un'area prevalentemente conservativa", come scrive Giovanni Bronzini che con Ernesto De Martino ha maggiormente studiato questo aspetto della regione.
Nelle campagne, soprattutto del materano, sopravvivono infatti usi e tradizioni la cui origine si perde nella notte dei tempi.
Tra questi sono senz'altro da annoverare anche i Riti della Settimana Santa, rimarcando però, rispetto alla confinante regione Puglia, che tipologicamente sono molto diversi.
Infatti, mentre in Puglia, durante la Settimana Santa, sono preminenti le processioni, in genere dette dei Misteri perchè costituite da più simulacri che raccontano visivamente i vari momenti della Passione, in Basilicata è ben difficile che si svolga tale tipo di processione.
Non solo, ma è quasi sempre la sola giornata del Venerdì Santo quella in cui vi sono manifestazioni religiose esterne, fuori dalla Liturgia Ufficiale, cosa che non accade infatti in Puglia dove, già dal Venerdì di Passione, vi sono un po' dappertutto processioni della Addolorata.
Salvo rari casi quali Pisticci e Montescaglioso, in provincia di Matera, in cui il Venerdì Santo vi sono interessanti processioni dei Misteri, nel resto della regione, a farla da padrone, sono le cosiddette Sacre Rappresentazioni con personaggi viventi.
Da segnalare sono quelle che si svolgono nel comprensorio Vulture-Melfese (nella provincia di Potenza) a Barile, Rapolla, Rionero, Atella, Maschito e Venosa.
Particolarmente importante e conosciuta anche a livello nazionale è la "Via Crucis" che si svolge a Barile, facente parte di quel novero di paesi di origine "arbëreshë", cioè albanesi, insieme a Maschito e Ginestra (anch'essa nel comprensorio Vulturino) e S. Costantino Albanese e S. Paolo Albanese (ai piedi del massiccio del Pollino).
A Barile, coerentemente con l'origine albanese, uno dei principali figuranti nella Via Crucis è infatti la "Zingara", una bella ragazza del paese che veste un abito tradizionale albanese ed è ricoperta da gioielli prestati dalle famiglie più abbienti (un chiaro richiamo quindi al popolo fondatore della cittadina).
Nel solco del richiamo alle origini, il personaggio della "Zingara" è presente anche nella Via Crucis vivente che si svolge a Maschito; ma anche a Rapolla, Rionero e Ripacandida, pur non avendo la stessa origine, la "Zingara" è uno dei personaggi chiave della Sacra Rappresentazione.

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Le "Zingare" di Barile (1), Rapolla (2), Ripacandida (3), Rionero (4) e Maschito (5 - zingara ricca) (6 - zingara povera)

Un posto degno di nota è occupato, durante la Settimana Santa lucana, dai canti tradizionali, tra cui spiccano proprio quelli delle comunità "arbëreshë" di origine albanese, splendide nenie struggenti e malinconiche, spesso cantate in costume che si tramanda di madre in figlia.

---------------------------------------------------------------------- Franco Stanzione
N.B. - Tutte le foto provengono dall' archivio privato del dott. Franco Stanzione ed è vietato riprodurle senza il suo consenso e/o omettendo di citarne la fonte.

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